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— Parola all'editore

CapoVersi: Bompiani è anche poesia

CapoVersi: Bompiani è anche poesia

Cos'è mai la poesia? / Più d'una risposta incerta / è stata già data in proposito. / Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo / come alla salvezza di un corrimano.

Con questi versi la poetessa Wislawa Szymborska illustrava a se stessa e al lettore la natura della poesia, nel tentativo necessario e insieme vano di esprimere l'ineffabile e circoscriverlo nel perimetro di una definizione. Sembra che la poesia si sottragga a ogni norma, che esuli dalle categorie, rifugga le etichette e ciononostante sappia cogliere l'essenza della vita umana nella sua inspiegabile ambiguità.

La collana

CapoVersi è la nostra nuova collana di poesia. 

CapoVersi, come "versi capitali". CapoVersi come mappe, direzioni e punti cardinali. CapoVersi come ripresa della scrittura dopo un invio a capo, come rinascita di chi trova nel verso e nella sua ineffabilità il corrimano che allevia la salita senza rivelarne il mistero.

Pubblicheremo una selezione della miglior poesia contemporanea, in costante equilibrio tra gli autori di culto del Novecento e le più acclamate voci del nuovo millennio, tra le linee tradizionali e le avanguardie, tra le lingue franche e quelle regionali, tra l'Oriente e l'Occidente. Abbiamo scelto un'elegante veste grafica, e i volumi avranno i testi originali a fronte, in continuità con la nostra consuetudine pluridecennale con le opere in versi, dai classici dell'antichità a quelli moderni.

I primi titoli

John Ashbery, Autoritratto entro uno specchio convesso

John Ashbery è stato il maggior poeta del postmodernismo americano, nonché il primo autore americano a vedere da vivo la propria opera raccolta e pubblicata dalla Library of America e il riconosciuto maestro della generazione che ha esordito intorno agli anni settanta. Nel 1975, proprio con Autoritratto entro uno specchio convesso, che proponiamo nella traduzione di Damiano Abeni e con uno scritto di Harold Bloom, vinse i tre più prestigiosi premi poetici degli Stati Uniti – il Pultizer, il National Book Award e il National Book Critics Award – con un canzoniere complesso ed entusiasmante, evocativo, spesso onirico, ricco di riferimenti enciclopedici e continue reinvenzioni.

Nessuno che scriva poesia in lingua inglese sopravviverà meglio di Ashbery al severo giudizio del tempo. Si aggiunge alle grandi fila americane di Whitman, Dickinson, Stevens e Hart Crane.

Harold Bloom

Vladislav Chodasevič, Non è tempo di essere

Nato a Mosca nel 1886, Vladislav Felicianovič Chodasevič subì inizialmente l'influsso del Simbolismo ma professò sempre un profondo culto per i classici ottocenteschi. Protagonista della grande stagione della letteratura russa di inizio Novecento, il cosiddetto "Secolo d'argento", era il più giovane tra coloro che esordirono all'inizio del ventesimo secolo e conobbe fulgore e declino: per età appartenenva alla generazione che non ebbe il tempo di esprimersi appieno prima del 1917 e che, ammutolita dall'Ottobre e dall'emigrazione, non poté più farsi ascoltare. Considerato da Nabokov uno dei maggiori lirici russi del secolo scorso, è stato poi riscoperto dai giovani poeti degli anni settanta e definitivamente riablitato solo con la perestrojka. Questo volume, a cura di Caterina Graziadei, costituisce la più ampia scelta finora offerta al lettore italiano dell'opera poetica di Chodasevič.

Vivo e scrivo per me, senza spendere altre energie vitali. Com’è vero Dio, una buona poesia è più necessaria e anche gradita al Signore che 365 sedute tra i poeti.

Nicanor Parra, L'ultimo spegne la luce

Se c'è un poeta latinoamericano che gode di un credito indiscusso per l'originalità, la qualità e la irriverente costanza del suo impegno letterario è senz'altro Nicanor Parra. Nei suoi ottant'anni di scrittura questo fondamentale autore cileno ha saputo condurre agli estremi le possibilità della creatività in versi, inaugurando il genere dell'antipoesia e riuscendo a scardinare dall'interno il sistema delle lettere sudamericane grazie a una beffarda e ostinata azione corrosiva. Più volte candidato al Nobel, vincitore dei più importanti premi letterari ispanici, tra cui il Cervantes nel 2011, tradotto da Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti, amatissimo dal conterraneo Bolaño, considerato in America “essenziale come Walt Whitman”, Parra (al contrario della sorella Violeta) è ancora poco noto al pubblico italiano. L'antologia, curata da Matteo Lefèvre, è la più ampia mai apparsa in Italia, e intende colmare questa lacuna.

A Parra devo tutto.

Roberto Bolaño