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— 90 anni

90 anni Bompiani: gli anni Trenta

La storia dei novant'anni della casa editrice Bompiani, un decennio per volta. 

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I libri li scrive qualcuno, che non è lui. Li stampa, normalmente, un altro che non è lui. Li vende un terzo, che non è lui. Di suo, di se stesso, l'editore ci mette l'amore.

Valentino Bompiani, Via privata (1973)

La nascita della casa editrice

Valentino Bompiani ha trentun anni quando nel 1929, dopo cinque anni di lavoro con Arnoldo Mondadori, fonda la sua casa editrice. Si rende conto di non poter competere con lui: “La sua è un'editoria di autorità. Chi volesse far l'editore a quel modo senza la sua natura di elefante si schiaccierebbe da sé,” afferma in Via privata. Di qui la scelta di puntare su autori nuovi o da poco comparsi sulla scena letteraria. “Scegli un autore dieci anni prima che diventi famoso,” diceva sorridendo.

Il regime fascista e l'attualità

Negli anni immediatamente seguenti il regime fascista avrebbe rafforzato il controllo su tutte le istituzioni culturali e Valentino Bompiani avrebbe costantemente sottolineato il disagio dei giovani della sua generazione, cresciuti con valori diversi da quelli imperanti, e la necessità di mettersi nella condizione di capire il presente. Non a caso i primi libri della casa editrice non sono di letteratura ma di attualità, nella collana “Libri scelti per servire al panorama del nostro tempo”.

La collana dà voce alle ideologie più diverse, a partire dagli americani Ford e Roosevelt per arrivare addirittura a Hitler: in Via privata Bompiani ricorda che fu un professore ebreo, Angelo Treves, a proporgli di tradurre il Mein Kampf con questa motivazione: “Bisogna far conoscere chi è Hitler.” Nel 1932 del resto l'editore aveva pubblicato l'Hitler di Theodor Heuss, strenuo oppositore del nazismo e primo presidente della Germania postbellica.

La letteratura straniera

Già nei primi anni trenta cominciano ad affacciarsi nel catalogo titoli legati alla grande passione di Valentino Bompiani, la letteratura, straniera e italiana: del 1934 è La condizione umana di André Malraux (uscito da Gallimard nel 1933), del 1936 E le stelle stanno a guardare di A.J. Cronin, del 1938 Uomini e topi di John Steinbeck tradotto da Cesare Pavese.

Lo spirito enciclopedico

In questi stessi anni prende avvio l’altro filone che Bompiani considera essenziale: quello enciclopedico, che vede la casa editrice come un’arca di Noè costantemente impegnata a mettere in salvo il meglio della cultura presente e passata. Dal 1930 al 1942 (e poi dal 1959 al 1971), la casa editrice pubblica l’Almanacco letterario Bompiani: Valentino stesso, Prampolini, Piceni, Zavattini, Munari raccolgono il meglio degli scrittori, critici, saggisti, artisti, illustratori del loro tempo.

“Letteraria”, filosofia, libri per ragazzi e non solo

Sempre agli anni trenta risale l’inaugurazione della serie, fino a oggi ininterrotta, della “Letteraria”. Tra i primi titoli Vita e morte di Adria e dei suoi figli di Massimo Bontempelli e Giro lungo per la primavera di G.A. Borgese, pubblicati nel 1930. Nascono collane come “Idee Nuove” (1934), che si propone di approfondire le più recenti problematiche filosofico-culturali aprendosi alle correnti del pensiero europeo e americano, oltre che dare voce a giovani filosofi italiani come Abbagnano e Preti; o ancora le collane per ragazzi “I libri d’acciaio” (1930-1935) e le “Strenne per i giovani”, in cui escono tra gli altri Mary Poppins di P.L. Travers nella traduzione di Letizia Bompiani, sorella dell’editore, e I ragazzi di via Pál di Ferenc Molnár, entrambi nel 1935. 

Altra tappa fondamentale del percorso editoriale di Bompiani è l’incontro con Alberto Moravia: L’imbroglio esce nel 1937 e da quel momento il sodalizio autore-editore sarà indossulibile. È del 1938 invece la prima apertura a un tipo di manualistica molto particolare e decisamente innovativo per l'epoca: il self-help, con il primo dei libri di Dale Carnegie, Come trattare gli altri e farseli amici, ininterrottamente ristampato. Quello stesso anno Valentino Bompiani dà il via alla pubblicazione di un altro autore che diverrà uno dei simboli della casa editrice: Corrado Alvaro di cui esce L'uomo è forte.

La collana anniversario

Per celebrare un compleanno importante come il novantesimo, il primo con Giunti Editore, Bompiani ha scelto un libro per ognuno dei nove decenni della propria storia: un riassunto minimo ed essenziale delle puntate precedenti per una casa editrice che, restando fedele a se stessa, ha avuto numerose identità e ha varato un catalogo vastissimo e diversificato. Per gli anni trenta abbiamo selezionato Uomini e topi di John Steinbeck.

1938, Uomini e topi, John Steinbeck

Nel 1938 Cesare Pavese traduce Uomini e topi di John Steinbeck, a distanza di un solo anno dall’edizione originale: nell’Italia fascista gli Stati Uniti sono il paese della fronda, come Mario Soldati aveva spiegato, da par suo, in America primo amore, uscito nel 1935. Chi si interessava a quelle latitudini andava decisamente contro le seduzioni delle parate dell’Impero. Contro la retorica mussoliniana, a sedurre era il mondo scabro e violento delle zone rurali durante la Depressione, raccontato in presa diretta, come accadeva anche in numerose pagine d’autore di Americana, in cui si trovano i semi del neorealismo nazionale. L'edizione della collana anniversario riprende la nuova traduzione del 2016 di Michele Mari.