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— Parola all'autore

Lei non sa chi sono io! Con Rossana Campo

Lei non sa chi sono io! Con Rossana Campo

Lei non sa chi sono io! è un questionario semiserio per conoscere meglio i nostri autori. In questa puntata chiacchieriamo con Rossana Campo: è nata a Genova e vive tra Roma e Parigi. Per Bompiani ha scritto Cati. Una favola di potere e Così allegre senza nessun motivo.


Chi ti ha insegnato a leggere e scrivere?

Prima di iniziare le elementari mi ricordo che leggevo sempre le scritte sui manifesti e le insegne dei negozi. Ricordo anche la prima parola che per molto tempo mi aveva fatto fantasticare sul suo significato: la parola che leggevo era ANTICITÀ. (Anni dopo, scoprendo la lettera h ho capito che si trattava di un banale negozio di antichità). A scrivere qualche parola prima della scuola invece mi ha insegnato nonno Leonardo, ferroviere.

Volevi fare lo scrittore già da piccolo?

Non mi dicevo chiaramente “voglio fare la scrittrice”, ma ho iniziato a scrivere la prima raccoltina di racconti a quattordici anni (era proprio un progetto con cinque racconti ispirati a cinque storie di donne: una bambina, due ragazze, una donna dell’età di mia madre e un’anziana) e da allora mi è sembrato naturale continuare a farlo.

Qual è il primo libro che ricordi di aver amato da bambino, e l’ultimo libro che hai letto? 


C’era un gruppetto di libri che leggevo e rileggevo: Senza Famiglia, Il piccolo Lord, Pattini d’argento. Poi arrivò Piccole donne e fu vero amore, ricordo che lo tenevo vicino al mio letto, avevo bisogno di averlo vicino quel libro, cosa che mi succede ancora oggi coi libri che amo. Continuo ad avere l’abitudine di leggere diversi libri insieme, l’ultimissimo, appena finito, è l’automitobiografia della poetessa americana Audre Lorde, Zami. Così riscrivo il mio nome.

Dove scrivi, come scrivi (a mano o su un computer) e in quali momenti della giornata?

Quasi sempre al mattino, nel mio studio o in un bar, le prime stesure sempre a mano, le successive al computer.

Qual è la libreria che frequenti più spesso?

A Parigi “L’Arbre à Lettres” in rue du fbg. Saint-Antoine, vicino a Bastille; a Roma la libreria “I Trapezisti” a Monteverde.

In viaggio porti con te libri di carta o eReader?

Solo e sempre carta, sono incapace di leggere qualunque cosa che non sia stampata su carta.

Dove preferisci leggere?

Leggo ovunque, ma se posso mettermi allungata sul letto, quella è la vera libidine.

In che ordine tieni i libri sui tuoi scaffali?

Un ordine mio, che mi è difficile spiegare, diciamo raggruppati per l’importanza che hanno avuto per me: libri senza i quali forse non mi saprei immaginare, libri che mi hanno salvato la vita, libri che mi hanno insegnato a scrivere, ecc...

Casa editrice o autore straniero molto amato?

La casa editrice francese più amata Les éditions de Minuit, la mia scrittrice feticcio Gertrude Stein.

Un titolo che ti rappresenta o che vorresti aver scoperto tu.

Buongiorno, mezzanotte di Jean Rhys.

C’è un libro che ti ha salvato in un momento difficile, o che ha cambiato il tuo percorso di vita?

Tanti! Tuttavia all’Autobiografia di tutti di Gertrude Stein sono particolarmente riconoscente.

Un libro che hai regalato a una persona amata?

La Bâtarde di Violette Leduc.

Qual è il personaggio letterario che hai amato maggiormente?

Difficilissimo sceglierne uno, forse Holden Caulfield.

E quale il luogo della letteratura – anche fantastico – che vorresti visitare?

Il faro di Gita al faro di Virginia Woolf.

Quale libro secondo te si dovrebbe far leggere a scuola?

I libri di Primo Levi.

Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente?

Se vuoi scrivere qualcosa di buono devi leggere tanto, devi scrivere tanto e soprattutto riscrivere tanto.

Facebook, Twitter, Instagram, o sei per il silenzio-social?

Sono su tutti e tre da molti anni ma credo con moderazione.

Un aggettivo per il tuo carattere e un carattere di stampa che ti piace.

Credo di avere un carattere che tende alla contemplazione, un carattere che amo è Arial 14.

Copertina rigida o brossura?

Forse più brossura, ma a volte una bella copertina rigida ha il suo perché.

Un tuo sogno?

Un sogno molto forte fatto anni fa: devo scendere in cantina, c’è qualcuno che devo incontrare anche se mi fa paura, temo sia una ragazza matta che vive da sempre in casa mia. Vado, la vedo, sì è matta, ma in fondo cosa sta facendo? Sta scrivendo poesie. La abbraccio, sono emozionata.


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