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— Parola all'autore

Lei non sa chi sono io! Con Lia Piano

Lei non sa chi sono io! Con Lia Piano

Lei non sa chi sono io! è un questionario semiserio per conoscere meglio i nostri autori. In questa puntata chiacchieriamo con Lia Piano: è


Chi ti ha insegnato a leggere e scrivere?

L’invidia. Ero la più piccola di casa, l’unica ancora analfabeta in famiglia. Ho imparato a leggere facendo finta di leggere, ore e ore immobile davanti al libro aperto. Ha funzionato.

Volevi fare lo scrittore già da piccolo?

Sì. Secondo classificato l’astronauta. Che poi sono due mestieri simili.

Qual è il primo libro che ricordi di aver amato da bambino, e l’ultimo libro che hai letto? 


Il primo che ho amato è stato l’Atlante illustrato Zanichelli. Il primo che sono riuscita a leggere Il giornalino di Gian Burrasca. Aveva una copertina verde bandiera, rigida. Credo di averlo riletto venti volte. L’ultimo è stato L’educazione di Tara Westover. Un libro potente, coraggioso.

Dove scrivi, come scrivi (a mano o su un computer) e in quali momenti della giornata?

Il mio primo romanzo è nato nomade, l’ho scritto praticamente ovunque. Ma preferisco scrivere in solitudine e nel silenzio. Ho un abbrivio lento: posso stare davanti alla pagina vuota anche per un’ora. Poi parto. Per compensazione il resto del tempo lo passo nella confusione, e in mezzo alla gente.

Qual è la libreria che frequenti più spesso?

Viaggio molto. Le librerie che frequento sono nelle stazioni e negli aeroporti. Avevo una piccola libreria del cuore a Parigi, in rue Rambuteau. Oggi non saprei.

In viaggio porti con te libri di carta o eReader?

Carta. Ma che, scherziamo?

Dove preferisci leggere?

Sul divano, a gambe incrociate. Lunghe sedute: almeno due ore consecutive, ma posso passarci pomeriggi interi. Se è inverno, fuori piove e in casa si aggira un gatto è la condizione ideale.

In che ordine tieni i libri sui tuoi scaffali?

Per genere, e all’interno del genere in ordine alfabetico per autore. Sono in grado di trovare qualsiasi titolo io abbia in casa in trenta secondi. Cronometrati.

Casa editrice o autore straniero molto amato?

Gallimard tutta la vita. Se vogliamo restare in Francia, ho avuto un grande amore giovanile per Marguerite Yourcenar. Oggi, direi Annie Ernaux.

Un titolo che ti rappresenta o che vorresti aver scoperto tu.

Un titolo che mi fa ridere ogni volta che lo incontro: Citarsi addosso di Woody Allen. Un titolo che mi commuove: Tenera è la notte. Direi che entrambi mi rappresentano.

C’è un libro che ti ha salvato in un momento difficile, o che ha cambiato il tuo percorso di vita?

Il libro che ho appena scritto ha fatto entrambe le cose: mi ha salvata e mi sta cambiando la vita. O più precisamente: mi ha riportata a casa, ovunque essa sia.

Un libro che hai regalato a una persona amata?

Vista con granello di sabbia di Wisława Szymborska. L’ho regalato a un uomo che credeva di non amare la poesia. E invece, semplicemente, non aveva ancora incontrato la poesia giusta.

Qual è il personaggio letterario che hai amato maggiormente?

Ce ne sono moltissimi. Da Peter Pan al Grande Gatsby, passando per Ulisse e Robin Hood. Mi sono innamorata di Barney Panofsky. Una sola eccezione: Dorian Gray. Un’antipatia a prima vista, mai superata.

E quale il luogo della letteratura – anche fantastico – che vorresti visitare?

La Fortezza Bastiani. A guardare la linea d’orizzonte del deserto dei Tartari.

Quale libro secondo te si dovrebbe far leggere a scuola?

Secondo me la Divina Commedia va già benone.

Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente?

Chiedetemelo al prossimo libro. Per ora lo scrittore esordiente sono io.

Facebook, Twitter, Instagram, o sei per il silenzio-social?

In perenne lotta con la mia riservatezza. Mi posto e mi pento, diciamo.

Un aggettivo per il tuo carattere e un carattere di stampa che ti piace.

Un aggettivo che hanno usato per definirmi: malincomica. Per il font scelgo l’unico che è arrivato fino alla Luna: il Futura (la targa lasciata sulla superficie lunare dall’Apollo 11 è stata incisa usando questo carattere).

Copertina rigida o brossura?

Brossura.

Ci confidi un tuo sogno?

Sogno da sempre di cadere. Preferibilmente all’indietro, lungo un dirupo o una scogliera. Meglio ancora se piove o c’è una mareggiata. Ma un attimo prima di sfracellarmi improvvisamente mi ricordo di avere le ali. E vedessi come volo.


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