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— Parola all'autore

Lei non sa chi sono io! Con Elena Loewenthal

Lei non sa chi sono io! Con Elena Loewenthal

Lei non sa chi sono io! è un questionario semiserio per conoscere meglio i nostri autori. In questa puntata chiacchieriamo con Elena Loewenthal: lavora da anni sui testi della tradizione ebraica e tarduce letteratura d’Israele. Insegna cultura ebraica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano. Collabora regolarmente con La Stampa e Tuttolibri. Autrice di diversi romanzi per adulti e ragazzi, il suo nuovo libro per Bompiani è Nessuno ritorna a Baghdad.


Chi ti ha insegnato a leggere e scrivere?

La maestra a scuola. Mi pareva vecchissima ma ora riguardando la foto di prima elementare, mi rendo conto che avrà avuto vent’anni al massimo.

Fin da piccolo volevi fare lo scrittore?

Sì. Non ho mai avuto dubbi su quello che mi piaceva (e quello che non mi piaceva fare). Mi sono accorta di avere qualche cosa che non funzionava quando, sarà stato in seconda liceo classico, ho capito che i miei compagni non erano contenti come ero io quando veniva il giorno del tema in classe. Io mi divertivo proprio. Così come per le versioni di latino e greco. E naturalmente a prescindere dai risultati, non sempre brillanti. Mi divertivo comunque.

Qual è il primo libro che ricordi di aver amato da bambino, e l’ultimo libro che hai letto?

Il primo proprio non me lo ricordo. Ma dai 7-8 anni ho letto forsennatamente, facendomi proprio travolgere. Anche da libri come tutta la saga di Piccole Donne...

Dove scrivi, come scrivi (a mano o su un computer) e in quali momenti della giornata?

Scrivo al mio computer, con il quale ho un rapporto quasi fisico... orario ufficio.

Qual è la libreria che frequenti più spesso?

Luxembourg a Torino. E Amazon.

In viaggio porti con te libri di carta o eReader?

L’eReader è molto comodo, ma preferisco se posso la carta. Perché, come dice George Steiner, e mi ci trovo perfettamente: “La definizione di ebreo è quella di colui che legge sempre con la matita in mano.”

Dove preferisci leggere?

Su un divano.

In che ordine tieni i libri sui tuoi scaffali?

Ordine teorico per editore. Ma molto teorico. In linea di massima, disordine. I libri importanti li riconosco a vista.

Casa editrice o autore straniero molto amato?

Amos Oz. Casa editrice: tutte!

Un titolo che ti rappresenta o che vorresti aver trovato tu.

Sinceramente non saprei.

C’è un libro che ti ha “salvato” in un momento difficile, o che ha cambiato il tuo percorso di vita?

No.

Un libro che hai regalato a una persona amata?

Tanti.

Qual è il personaggio letterario che hai amato maggiormente?

Tanti. Sinceramenti mi è molto, molto difficile fare delle selezioni.

E quale il luogo della letteratura – anche fantastico – che vorresti visitare?

L’Islanda dei vulcani.

Quale libro secondo te si dovrebbe far leggere a scuola?

Quale? Alcuni. O forse si dovrebbe dare agli studenti la possibilità di scegliere da soli. La lettura è prima di tutto un esercizio straordinario di libertà.

Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente?

Rispetto delle parole.

Facebook, Twitter, Instagram o sei per il silenzio-social?

No.

Un aggettivo per il tuo carattere e un carattere di stampa che ti piace

Ottimista. Baskerville.

Copertina rigida o brossura?

È lo stesso.

Ci confidi un tuo sogno?

No...


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