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— Parola all'autore

Lei non sa chi sono io! Con Marta Barone

Lei non sa chi sono io! Con Marta Barone

Lei non sa chi sono io! è un questionario semiserio per conoscere meglio i nostri autori. In questa puntata chiacchieriamo con Marta Baroneclasse 1987, ha al suo attivo numerose traduzioni (tra le quali, per Bompiani, La bambina selvaggia e Bambole giapponesi di Rumer Godden) e tre libri per ragazzi. Il suo Città sommersa ha aperto il nostro 2020.


Chi ti ha insegnato a leggere e scrivere?

Ho imparato da sola fra i tre o quattro anni, ma non so se vale, visto che mia madre mi ha sempre comprato libri da quando ero piccolissima. So però che la prima parola che ho spacciato di aver letto era LATTE sul furgone del lattaio di un albo degli Aristogatti, ma la perfida genitrice sostiene che fosse solo deduzione.

Volevi fare lo scrittore già da piccolo?

Per un non breve periodo ho accarezzato l'idea di fare la veterinaria, ma ho rimediato a quella velleità circondandomi sempre di bestie. In realtà, più che una volontà vera e propria, ho sempre avuto un bisogno atavico di raccontare storie: me le raccontavo da sola, fuggendo irritata se qualcuno si metteva ad ascoltarmi, le raccontavo agli altri con molte pause drammatiche, prima di imparare a scrivere facevo storie a disegni, senza dialoghi ma in sequenza. Ma anche se non ho mai pensato scientemente "voglio fare questo", in realtà ho scritto per tutta la vita.

Qual è il primo libro che ricordi di aver amato da bambino, e l’ultimo libro che hai letto?

Tra i primissimi, gli albi sui miti greci della Dami Editore, ma ce ne sarebbero tanti. L'ultimo è un bellissimo libro di Giuliana Ferri nella vecchia edizione Einaudi del 1976, Un quarto di donna. I prossimi che vorrei leggere sono La traversata di Philippe Lançon, Prima di noi di Giorgio Fontana e Memoria della memoria di Marija Stepanova, che aspetto da quando ne ho sentito parlare a settembre.

Dove scrivi, come scrivi (a mano o su un computer), e in quali momenti della giornata? 

Scrivo a mano gli appunti e ricopio i brani dei libri che sto leggendo e mi colpiscono, così da averli sempre a portata di mano – inoltre, detesto sottolineare i libri. Il resto tutto al computer, alla scrivania, in una stanza chiusa e isolata. In quali momenti? Be', quelle due tre ore a caso e in qualsiasi orario in cui non sono bloccata a fissare il soffitto o lo schermo in preda alla disperazione. 

Qual è la libreria che frequenti più spesso? 

Quando sono a Milano, Verso, Libet e La fiera del libro. Quando sono a Torino, cerco sempre di scegliere una libreria diversa ogni volta, per il piacere della varietà e di vedere quali sono le loro scelte, oppure passo dalle bancarelle di via Po, dove ci sono quasi sempre meraviglie a prezzi stracciati. E poi vado molto in biblioteca. 

In viaggio porti con te libri di carta o eReader?

Dipende. Ma leggo poco su Kindle perché mi dimentico di averlo. 

Dove preferisci leggere?

Divano. Una volta ero più da letto ma ora sono una businesswoman indaffaratissima (non è vero).

In che ordine tieni i libri sui tuoi scaffali? 

Area letteraria (francesi, inglesi, russi, italiani, poi ti incasini con tedeschi e mitteleuropei e africani e sudamericani se spagnoli o no, poesia, arte, saggistica mescolata con la narrativa? Ma sì dai l'importante è la lingua, e allora perché poesia e arte separate? Quindi mi dispero, ma tengo il tutto in rigoroso ordine alfabetico). Un giorno impazzirò e li metterò per casa editrice così almeno saranno belli esteticamente. Odio questa domanda. 

Casa editrice o autore straniero molto amato?

Adelphi. Uno solo? Ma è terribile. Nabokov.

Un titolo che ti rappresenta. 

Ho chiesto a una persona di cui mi fido. Mi ha detto Corpo celeste della Ortese. Dopo averci pensato a lungo, aggiungo Pellegrina e straniera della Yourcenar

C’è un libro che ti ha salvato in un momento difficile, o che ha cambiato il tuo percorso di vita?

Ci sono stati diversi libri che hanno segnato con un'impronta indelebile, stagliandosi sugli altri, momenti diversi della mia vita. Ma il più importante, quello che ha segnato un prima e un dopo assoluto, è stato senza dubbio Lolita quando avevo quindici anni, anche se di Nabokov, più tardi, ho amato forse di più Pnin o Il dono. Ma mi ha proprio dato l'idea, ancora confusa e indistinta, di un modo di scrivere così diverso, così sconvolgente, così fuori da tutto quello che conoscevo che mi ha aperto una strada di cui non ero consapevole, la strada che poi mi ha condotta a Proust e a tutti gli altri.

Ci sono stati gli ebrei, i francesi, e poi i russi: i russi della biblioteca-bunker di slavistica dell'università, dove andavo per fare la tesi e invece leggevo loro.  Nessun libro mi ha mai salvata. Ma molti mi hanno accompagnata nel dolore, e soprattutto i russi. 

Un libro che hai regalato a una persona amata? 

Lo stupendo Lolly Willowes di Sylvia Townsend Warner a mia madre quando ha cambiato casa, per una nuova vita anziana di libertà e stregoneria. 

Qual è il personaggio letterario che hai amato maggiormente?

Oh, è così difficile. Forse Maria Cristina di Negli occhi di una ragazza di Marina Jarre. E poi Pnin. E Pierre di Guerra e pace. E la piccola Dorritt. E la voce narrante dei racconti di Grace Paley. E Odilia, la monaca di Laura Mancinelli. E tanti altri... soprattutto personaggi di libri per ragazzi che ho amato di amore intenso fino al parossismo. Due per tutte: Salamanca Hiddle di Due lune, Newbery Medal e capolavoro di Sharon Creech, e il suo personaggio-specchio, Zinny Taylor, protagonista del Sentiero segreto

E quale il luogo della letteratura – anche fantastico – che vorresti visitare?

Ho già visitato San Pietroburgo e ho visto quindi il luogo di tre quarti delle mie letture. Dopo aver visitato San Pietroburgo, credo molto nella "delusione del luogo" proustiana, quindi sono diffidente. Ma vorrei vedere la Russia profonda e l'America e la Scandinavia dei libri per ragazzi che ho amato tanto. Restando sempre diffidente. 

Quale libro secondo te si dovrebbe far leggere a scuola?

Libri giusti per l'età, dando opportunità di scelta e titoli di qualità. Quindi: corsi di aggiornamento per gli insegnanti, gite in libreria, coinvolgimento delle famiglie, politiche scolastiche sensate, unicorni e conigli che fanno uova di zucchero (visto che stavamo parlando del mondo delle fate, giusto?) 

Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente?

Stacca tutto e vai a dormire. 

Facebook, Twitter, Instagram, o sei per il silenzio-social?

Facebook ormai lo uso soprattutto per le comunicazioni di lavoro, Twitter mi diverte di più. Su Instagram posto soprattutto animali e androni, non sono molto interessante.

Un aggettivo per il tuo carattere e un carattere di stampa che ti piace.

Ostinata. Baskerville. 

Copertina rigida o brossura?

Brossura. 

Un tuo sogno?

Scrivere sempre meglio e naturalmente diventare ricca, anche se non credo che le due cose possano coincidere. 

Marta Barone