Pagnotta non c'è più
Lo stavano cercando da anni, e infine l'hanno
trovato. Sono figli del popolo, curiosi, tenaci,
benintenzionati e fastidiosi; e lui, lo zio Józsi,
è solo un ometto solitario che tutti chiamano
per dileggio Signor Arzillo, un vecchio che vive
di poco, il suo fornellino, le sue patate. Ma no:
ecco che gli intrusi gli danno del voi, gli dicono
Vostra Maestà, lo riveriscono, lo onorano, gli
offrono ossequi e musica, come fa quel giovanotto
robusto, un certo László Krasznahorkai, pronto
a sfoderare la chitarra per accompagnare il canto
del vecchio in re minore. E questo perché hanno
scoperto il suo segreto, il segreto che ha
custodito per tutta la vita: lui, quell'ometto così
normale, è il nipote del nipote di Gengis Khan,
e come tale è il degno erede del trono d'Ungheria.
Ci sarebbe da esaltarsi, ma la verità è che lo zio
Józsi ha perso la fiducia nel mondo da quando
Pagnotta non c'è più. Pagnotta, la vecchia
cagnolina che dopo una vita di fedeltà e affetto
se n'è andata, e ora riposa sotto la grande
quercia in fondo al giardino. Forse un altro
cane potrebbe cambiare le cose? Certo che sì:
ed ecco che arriva una nuova cucciola, una
nuova Pagnotta, perché tutti i cani di casa
si sono sempre chiamati Pagnotta, e ogni cosa
si trasforma e torna ad avere senso. Ma altre
prove attendono lo zio Józsi e la sua cagnolina.
Un romanzo ironico e spiazzante sulla
confusione di certa politica, sempre in cerca
di nuovi miti fondativi, e sulla forza di un legame
semplice e sincero, quello tra uomo e cane,
capace di regalare conforto e consolazione.
Lo stavano cercando da anni, e infine l'hanno
trovato. Sono figli del popolo, curiosi, tenaci,
benintenzionati e fastidiosi; e lui, lo zio Józsi,
è solo un ometto solitario che tutti chiamano
per dileggio Signor Arzillo, un vecchio che vive
di poco, il suo fornellino, le sue patate. Ma no:
ecco che gli intrusi gli danno del voi, gli dicono
Vostra Maestà, lo riveriscono, lo onorano, gli
offrono ossequi e musica, come fa quel giovanotto
robusto, un certo László Krasznahorkai, pronto
a sfoderare la chitarra per accompagnare il canto
del vecchio in re minore. E questo perché hanno
scoperto il suo segreto, il segreto che ha
custodito per tutta la vita: lui, quell'ometto così
normale, è il nipote del nipote di Gengis Khan,
e come tale è il degno erede del trono d'Ungheria.
Ci sarebbe da esaltarsi, ma la verità è che lo zio
Józsi ha perso la fiducia nel mondo da quando
Pagnotta non c'è più. Pagnotta, la vecchia
cagnolina che dopo una vita di fedeltà e affetto
se n'è andata, e ora riposa sotto la grande
quercia in fondo al giardino. Forse un altro
cane potrebbe cambiare le cose? Certo che sì:
ed ecco che arriva una nuova cucciola, una
nuova Pagnotta, perché tutti i cani di casa
si sono sempre chiamati Pagnotta, e ogni cosa
si trasforma e torna ad avere senso. Ma altre
prove attendono lo zio Józsi e la sua cagnolina.
Un romanzo ironico e spiazzante sulla
confusione di certa politica, sempre in cerca
di nuovi miti fondativi, e sulla forza di un legame
semplice e sincero, quello tra uomo e cane,
capace di regalare conforto e consolazione.