Le cose che non si dicono
Milo ha diciannove anni e una valigia pronta
da giorni. Lascia la Toscana e una madre infelice per Trieste, dove ha ereditato la casa di un nonno che non ha mai conosciuto. In quella città
di vento e mare Milo si ritrova solo, circondato da volti sfuggenti e da un passato che non gli appartiene. Ma dentro quell’appartamento sono nascosti molti segreti.
Un diario scritto in tedesco, una foto sbiadita, una rubrica piena di nomi, una ragazza scontrosa... Uno dopo l’altro, Milo dovrà raccogliere gli indizi che gli racconteranno la vera storia della sua famiglia, a partire dall’amore di Ettore fino a tre donne memorabili: Vanda, elegante e triste; Iole, fiammeggiante come i suoi occhi nerissimi;
e Gerti, scomparsa per sempre...
Giovanissima vincitrice del Premio Campiello Giovani, Alice Scalas Bianco mette al centro
del suo romanzo la grande storia novecentesca, che rievoca attraverso il filtro di un protagonista che è ancora un ragazzo e al quale, come a ogni nuova generazione, il passato interessa nella misura in cui proietta le sue ombre e la sua luce sul futuro. La guerra, le persecuzioni, le scelte che hanno segnato il secolo breve si incarnano così in personaggi che camminano ostinatamente controvento e cercano il coraggio per percorrere strade nuove: perché la verità di chi ci ha preceduto è, al tempo stesso, la ferita da cui nasciamo e la pagina da cui partire per scrivere
la nostra storia.
Milo ha diciannove anni e una valigia pronta
da giorni. Lascia la Toscana e una madre infelice per Trieste, dove ha ereditato la casa di un nonno che non ha mai conosciuto. In quella città
di vento e mare Milo si ritrova solo, circondato da volti sfuggenti e da un passato che non gli appartiene. Ma dentro quell’appartamento sono nascosti molti segreti.
Un diario scritto in tedesco, una foto sbiadita, una rubrica piena di nomi, una ragazza scontrosa... Uno dopo l’altro, Milo dovrà raccogliere gli indizi che gli racconteranno la vera storia della sua famiglia, a partire dall’amore di Ettore fino a tre donne memorabili: Vanda, elegante e triste; Iole, fiammeggiante come i suoi occhi nerissimi;
e Gerti, scomparsa per sempre...
Giovanissima vincitrice del Premio Campiello Giovani, Alice Scalas Bianco mette al centro
del suo romanzo la grande storia novecentesca, che rievoca attraverso il filtro di un protagonista che è ancora un ragazzo e al quale, come a ogni nuova generazione, il passato interessa nella misura in cui proietta le sue ombre e la sua luce sul futuro. La guerra, le persecuzioni, le scelte che hanno segnato il secolo breve si incarnano così in personaggi che camminano ostinatamente controvento e cercano il coraggio per percorrere strade nuove: perché la verità di chi ci ha preceduto è, al tempo stesso, la ferita da cui nasciamo e la pagina da cui partire per scrivere
la nostra storia.