L'album blu
Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 uno
dei reattori della centrale nucleare di Chornobyl,
nell’attuale Ucraina, esplode liberando nel cielo
un’immensa nube tossica, densa quanto
il silenzio del governo di Mosca sull’accaduto.
Nonostante l’assoluta sottovalutazione del rischio
da parte delle istituzioni, due giovani genitori
si mettono in viaggio nella loro Zaz rossa per far
nascere la loro bimba lontano da quella nube,
nella Casa con il vitigno sul confine con la
Moldavia. Sono due insegnanti, innamorati della
letteratura ucraina ma costretti a coltivarla quasi
in segreto, come accade con il proibitissimo
Natale, al punto che realizzano con il pirografo
il ritratto di Lesia Ukrainka – la più grande
poetessa di lingua ucraina, la cui intera opera fu
messa al bando dai bolscevichi – e lo conservano
“quasi fosse l’icona di una Madonna senza figlio”.
Yaryna vive la sua infanzia nella Casa di sabbia,
che si sbriciola attorno ai suoi abitanti come
quasi tutto nell’allora Unione Sovietica, in un
clima di operosa serenità. E, appena raggiunta
l’età giusta, raggiunge la Casa nell’aria:
lo studentato dell’università di Kyiv dove
finalmente anche lei studia letteratura
appassionandosi a quella italiana.
Nel frattempo, il muro di Berlino è caduto e
anche in Ucraina fioriscono movimenti spontanei:
la Rivoluzione arancione e la Rivoluzione della
dignità, detta anche Euromaidan, che conducono
il Paese a essere l’attuale democrazia, sono le
tappe di una formazione che è al tempo stesso
civile e personale.
Struggente testimonianza autobiografica e al
tempo stesso coraggiosa trasfigurazione narrativa
della vicenda di un popolo intero – ma anche
di tutti noi che crediamo nei valori della libertà
e dell’autodeterminazione dei popoli – L’album
blu è un romanzo pieno di fierezza e di poesia,
che attraverso le storie dei suoi protagonisti ci
apre gli occhi sulla grande Storia e, con la forza
della letteratura, ci chiede di prendere posizione.
Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 uno
dei reattori della centrale nucleare di Chornobyl,
nell’attuale Ucraina, esplode liberando nel cielo
un’immensa nube tossica, densa quanto
il silenzio del governo di Mosca sull’accaduto.
Nonostante l’assoluta sottovalutazione del rischio
da parte delle istituzioni, due giovani genitori
si mettono in viaggio nella loro Zaz rossa per far
nascere la loro bimba lontano da quella nube,
nella Casa con il vitigno sul confine con la
Moldavia. Sono due insegnanti, innamorati della
letteratura ucraina ma costretti a coltivarla quasi
in segreto, come accade con il proibitissimo
Natale, al punto che realizzano con il pirografo
il ritratto di Lesia Ukrainka – la più grande
poetessa di lingua ucraina, la cui intera opera fu
messa al bando dai bolscevichi – e lo conservano
“quasi fosse l’icona di una Madonna senza figlio”.
Yaryna vive la sua infanzia nella Casa di sabbia,
che si sbriciola attorno ai suoi abitanti come
quasi tutto nell’allora Unione Sovietica, in un
clima di operosa serenità. E, appena raggiunta
l’età giusta, raggiunge la Casa nell’aria:
lo studentato dell’università di Kyiv dove
finalmente anche lei studia letteratura
appassionandosi a quella italiana.
Nel frattempo, il muro di Berlino è caduto e
anche in Ucraina fioriscono movimenti spontanei:
la Rivoluzione arancione e la Rivoluzione della
dignità, detta anche Euromaidan, che conducono
il Paese a essere l’attuale democrazia, sono le
tappe di una formazione che è al tempo stesso
civile e personale.
Struggente testimonianza autobiografica e al
tempo stesso coraggiosa trasfigurazione narrativa
della vicenda di un popolo intero – ma anche
di tutti noi che crediamo nei valori della libertà
e dell’autodeterminazione dei popoli – L’album
blu è un romanzo pieno di fierezza e di poesia,
che attraverso le storie dei suoi protagonisti ci
apre gli occhi sulla grande Storia e, con la forza
della letteratura, ci chiede di prendere posizione.