La carità carnale
Marianeve ha i capelli bianchissimi come
una coniglia selvatica, ma la neve che porta
nel nome non l’ha mai vista perché è nata
nel cuore del Cilento, terra di rocce a picco
sul mare, dal grembo rigonfio di lecci e castagni,
le anche ossute e le fauci che si chiamano
Gole del Calore.
Marianeve è la sola, adorata figlia di Sarchiapone,
che per lei dall’alba al tramonto si spezza
la schiena nella bottega di alimentari del paese,
senza sapere quanto scuorno desti nella figlia
scorgerlo dietro quella vetrina unta, con il
grembiule macchiato e il sorriso innamorato
che gli si illumina sul viso appena la vede.
Sarchiapone è convinto che Marianeve sia
destinata a cose grandi, perciò nulla di lei
lo preoccupa o lo stupisce: nemmeno quando
la figlia si chiude con le compagne in cantina
a fare i giochi proibiti che per la prima volta le
rivelano il potere nascosto nel punto più segreto
del suo stesso corpo – quello di guarire gli altri.
Perché il suo destino eccezionale si compia
Marianeve dovrà lasciare Sarchiapone, andare
a Napoli, la città spalancata e misteriosa come
un’ostrica, dove dal passato le verrà incontro
un’altra donna, Giulia Di Marco, suora eretica
del Seicento, che a sua volta aveva trasformato
il proprio corpo in uno scandaloso strumento
di guarigione, dando un nome al fuoco
che le ardeva dentro: la carità carnale.
Dopo il folgorante esordio con Uvaspina,
Monica Acito si conferma una voce unica, capace
di plasmare sulla pagina personaggi, luoghi,
sentimenti con una scrittura immaginifica, piena
di colori e di vita. La carità carnale è la storia
del legame tra un padre e una figlia, più forte
di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di
formazione di una ragazza di provincia che diventa
donna in una città grandiosa e conturbante; è un
alambicco narrativo nel quale passato e presente,
fede e magia, carne e spirito si mescolano per
dare vita a uno straordinario racconto d’amore.
Marianeve ha i capelli bianchissimi come
una coniglia selvatica, ma la neve che porta
nel nome non l’ha mai vista perché è nata
nel cuore del Cilento, terra di rocce a picco
sul mare, dal grembo rigonfio di lecci e castagni,
le anche ossute e le fauci che si chiamano
Gole del Calore.
Marianeve è la sola, adorata figlia di Sarchiapone,
che per lei dall’alba al tramonto si spezza
la schiena nella bottega di alimentari del paese,
senza sapere quanto scuorno desti nella figlia
scorgerlo dietro quella vetrina unta, con il
grembiule macchiato e il sorriso innamorato
che gli si illumina sul viso appena la vede.
Sarchiapone è convinto che Marianeve sia
destinata a cose grandi, perciò nulla di lei
lo preoccupa o lo stupisce: nemmeno quando
la figlia si chiude con le compagne in cantina
a fare i giochi proibiti che per la prima volta le
rivelano il potere nascosto nel punto più segreto
del suo stesso corpo – quello di guarire gli altri.
Perché il suo destino eccezionale si compia
Marianeve dovrà lasciare Sarchiapone, andare
a Napoli, la città spalancata e misteriosa come
un’ostrica, dove dal passato le verrà incontro
un’altra donna, Giulia Di Marco, suora eretica
del Seicento, che a sua volta aveva trasformato
il proprio corpo in uno scandaloso strumento
di guarigione, dando un nome al fuoco
che le ardeva dentro: la carità carnale.
Dopo il folgorante esordio con Uvaspina,
Monica Acito si conferma una voce unica, capace
di plasmare sulla pagina personaggi, luoghi,
sentimenti con una scrittura immaginifica, piena
di colori e di vita. La carità carnale è la storia
del legame tra un padre e una figlia, più forte
di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di
formazione di una ragazza di provincia che diventa
donna in una città grandiosa e conturbante; è un
alambicco narrativo nel quale passato e presente,
fede e magia, carne e spirito si mescolano per
dare vita a uno straordinario racconto d’amore.