Bagna i fiori e aspettami
Giò è una ragazza irrequieta, che risponde al centralino in una tivù privata e sogna una vita d’avventura. Ha tre sorelle: Margherita, che sogna l’amore e fa la segretaria in una scuola elementare. Elisabetta, cagionevole e spirituale. Amelia, frivola e innamorata della sua bellezza.
Vi ricordano qualcosa, o qualcuno? Sono quattro piccole donne alle prese con gli anni ottanta del secolo scorso. Hanno avuto in sorte una madre avvenente e svagata oltre a un padre fantasma, svanito quando Giò aveva due anni. Se la sono cavata benissimo anche senza di lui, a dire
il vero, ma quando, dentro una busta piena di denaro, arriva un suo imprevisto messaggio con
la richiesta di un appuntamento a Barcellona,
è Giò a partire, attratta dal desiderio di conoscere quel personaggio che nella sua vita non c’è mai stato ma ha monopolizzato il suo immaginario. Arrivata a Barcellona, e da lì in poi, Giò avrà tutta l’avventura che vuole: niente papà, ma in compenso un affascinante bugiardo in limousine di cui innamorarsi e un itinerario che la porterà
a Marsiglia, New York, Londra e Lusaka,
fra trafficanti d’arte e di pietre preziose, seguendo scie di debiti e svelando vecchi segreti.
In questo romanzo, il quarto scritto da Lidia Ravera, uscito per la prima volta nel 1986,
non esistono i telefonini né i social e la moneta italiana è ancora la lira. Ma il ritmo serrato
e tagliente, l’ironia, il calore della prima persona, il divertimento sono tutti lì, nello stile inconfondibile di un’autrice molto amata e nelle vicende che conducono la protagonista
a inseguire con tenacia la pista degli affetti.
Giò è una ragazza irrequieta, che risponde al centralino in una tivù privata e sogna una vita d’avventura. Ha tre sorelle: Margherita, che sogna l’amore e fa la segretaria in una scuola elementare. Elisabetta, cagionevole e spirituale. Amelia, frivola e innamorata della sua bellezza.
Vi ricordano qualcosa, o qualcuno? Sono quattro piccole donne alle prese con gli anni ottanta del secolo scorso. Hanno avuto in sorte una madre avvenente e svagata oltre a un padre fantasma, svanito quando Giò aveva due anni. Se la sono cavata benissimo anche senza di lui, a dire
il vero, ma quando, dentro una busta piena di denaro, arriva un suo imprevisto messaggio con
la richiesta di un appuntamento a Barcellona,
è Giò a partire, attratta dal desiderio di conoscere quel personaggio che nella sua vita non c’è mai stato ma ha monopolizzato il suo immaginario. Arrivata a Barcellona, e da lì in poi, Giò avrà tutta l’avventura che vuole: niente papà, ma in compenso un affascinante bugiardo in limousine di cui innamorarsi e un itinerario che la porterà
a Marsiglia, New York, Londra e Lusaka,
fra trafficanti d’arte e di pietre preziose, seguendo scie di debiti e svelando vecchi segreti.
In questo romanzo, il quarto scritto da Lidia Ravera, uscito per la prima volta nel 1986,
non esistono i telefonini né i social e la moneta italiana è ancora la lira. Ma il ritmo serrato
e tagliente, l’ironia, il calore della prima persona, il divertimento sono tutti lì, nello stile inconfondibile di un’autrice molto amata e nelle vicende che conducono la protagonista
a inseguire con tenacia la pista degli affetti.