Anime azzurre
I pascoli e i boschi, la roccia che si staglia contro l’azzurro del cielo: la val Badia è un luogo dove
il tempo sembra fermarsi. Johann ha appena compiuto diciassette anni, lavora nel rifugio
del signor Hofer e l’unica sua finestra sul mondo sono i film che noleggia in un negozio di Corvara, perché da quella valle incantata non è mai uscito. Le montagne che ama e che da ogni lato chiudono l’orizzonte cominciano a diventare per lui una sfida, il costante richiamo verso ciò che sta oltre.
I grattacieli, le strade brulicanti, il mare aperto: New York è la città delle infinite possibilità, fino a che un aereo si schianta contro le Torri gemelle e Alicia perde tutto. Per questo viene mandata lontano, in un rifugio nel cuore delle Dolomiti dove il dolore non possa raggiungerla.
È qui che le storie di Alicia e di Johann si incontrano: in alta quota, dove il cuore accelera
e manca il respiro. Dove due creature che a valle non si sarebbero mai sfiorate possono trovare
il silenzio giusto per ascoltarsi e scoprirsi diversissime eppure vicine, tese verso l’alto
– anime azzurre. Ma in montagna, si sa,
il cammino non è mai lineare; per il passato
e il futuro forse vale la stessa ammonizione
che accompagna la misteriosa serratura
del signor Hofer: Devi chiudermi per aprirmi.
Sullo sfondo di una natura incantevole eppure inquietante, che con le sue ombre e i suoi venti impetuosi echeggia i sentimenti dei protagonisti, Alessandro Botteon racconta la vita di una piccola comunità capace di serbare ricordi
e leggende ma anche di intrappolare i suoi figli nella morsa di stagioni sempre uguali.
Anime azzurre è così un magnifico romanzo
di formazione e un canto d’amore per i luoghi attraverso i quali cresciamo e ai quali, nella gioia e nel dolore, non possiamo fare a meno
di somigliare.
I pascoli e i boschi, la roccia che si staglia contro l’azzurro del cielo: la val Badia è un luogo dove
il tempo sembra fermarsi. Johann ha appena compiuto diciassette anni, lavora nel rifugio
del signor Hofer e l’unica sua finestra sul mondo sono i film che noleggia in un negozio di Corvara, perché da quella valle incantata non è mai uscito. Le montagne che ama e che da ogni lato chiudono l’orizzonte cominciano a diventare per lui una sfida, il costante richiamo verso ciò che sta oltre.
I grattacieli, le strade brulicanti, il mare aperto: New York è la città delle infinite possibilità, fino a che un aereo si schianta contro le Torri gemelle e Alicia perde tutto. Per questo viene mandata lontano, in un rifugio nel cuore delle Dolomiti dove il dolore non possa raggiungerla.
È qui che le storie di Alicia e di Johann si incontrano: in alta quota, dove il cuore accelera
e manca il respiro. Dove due creature che a valle non si sarebbero mai sfiorate possono trovare
il silenzio giusto per ascoltarsi e scoprirsi diversissime eppure vicine, tese verso l’alto
– anime azzurre. Ma in montagna, si sa,
il cammino non è mai lineare; per il passato
e il futuro forse vale la stessa ammonizione
che accompagna la misteriosa serratura
del signor Hofer: Devi chiudermi per aprirmi.
Sullo sfondo di una natura incantevole eppure inquietante, che con le sue ombre e i suoi venti impetuosi echeggia i sentimenti dei protagonisti, Alessandro Botteon racconta la vita di una piccola comunità capace di serbare ricordi
e leggende ma anche di intrappolare i suoi figli nella morsa di stagioni sempre uguali.
Anime azzurre è così un magnifico romanzo
di formazione e un canto d’amore per i luoghi attraverso i quali cresciamo e ai quali, nella gioia e nel dolore, non possiamo fare a meno
di somigliare.