Angelina
Angelina è un romanzo a due voci. Subito dopo la guerra, in Sardegna, una bambina di nome Assunta viene abusata dal nonno paterno e a undici anni dà alla luce una figlia, dalla quale viene subito separata. Da questo evento taciuto, rimosso eppure ineludibile si dipanano due esistenze parallele: quella di Assunta, madre bambina, che mette un oceano intero tra sé
e il passato ma poi sceglie di tornare sull’isola.
E quella della figlia Angelina, data in adozione, cresciuta con un vuoto dentro di sé che invano cerca per tutta la vita di colmare.
Due donne, una madre e una figlia, separate
da una minuscola manciata di anni e dall’enorme peso di una violenza consumata nel cuore della famiglia. Due voci che s’interrogano, si sognano, si cercano, nel tentativo di ricostruire ciò che
è stato negato e di dare forma a identità spezzate. Due cammini che non si fermano, fino alla insperata possibilità di sfiorarsi.
In queste pagine Ciriaco Offeddu prosegue l’esplorazione dell’universo femminile già avviata con Istella mea, e – sullo sfondo della Sardegna
e dell’Italia dal dopoguerra a oggi – si spinge ancora più a fondo nell’indagine sul rapporto
tra trauma, memoria e identità. Angelina non
è un libro di denuncia, ma il romanzo struggente e umanissimo di due donne che con pazienza attraversano il dolore e, consapevoli dell’impossibilità di un risarcimento e forse anche di una redenzione, trovano un senso più alto per
le proprie vite.
Angelina è un romanzo a due voci. Subito dopo la guerra, in Sardegna, una bambina di nome Assunta viene abusata dal nonno paterno e a undici anni dà alla luce una figlia, dalla quale viene subito separata. Da questo evento taciuto, rimosso eppure ineludibile si dipanano due esistenze parallele: quella di Assunta, madre bambina, che mette un oceano intero tra sé
e il passato ma poi sceglie di tornare sull’isola.
E quella della figlia Angelina, data in adozione, cresciuta con un vuoto dentro di sé che invano cerca per tutta la vita di colmare.
Due donne, una madre e una figlia, separate
da una minuscola manciata di anni e dall’enorme peso di una violenza consumata nel cuore della famiglia. Due voci che s’interrogano, si sognano, si cercano, nel tentativo di ricostruire ciò che
è stato negato e di dare forma a identità spezzate. Due cammini che non si fermano, fino alla insperata possibilità di sfiorarsi.
In queste pagine Ciriaco Offeddu prosegue l’esplorazione dell’universo femminile già avviata con Istella mea, e – sullo sfondo della Sardegna
e dell’Italia dal dopoguerra a oggi – si spinge ancora più a fondo nell’indagine sul rapporto
tra trauma, memoria e identità. Angelina non
è un libro di denuncia, ma il romanzo struggente e umanissimo di due donne che con pazienza attraversano il dolore e, consapevoli dell’impossibilità di un risarcimento e forse anche di una redenzione, trovano un senso più alto per
le proprie vite.