Amatissime
Nel primo dei capitoli che compongono questo
libro la voce narrante rievoca una scena de
L’amica geniale di Elena Ferrante: quando Lila
e Lenù “si incontrano in cortile, ognuna con la
sua bambola, e fingono di non giocare tra loro,
si sistemano vicine, si occhieggiano, ma ognuna
narra la propria storia, mentendo nel dire a sé
stessa che non sta ascoltando quella dell’altra”.
Non dissimile è la postura che Giulia Caminito
sceglie per accostarsi alle grandi scrittrici
del Novecento che sono per lei le più amate:
a ciascuna si fa vicina, si mette in ascolto
e infine si rivolge alla pari, non perché si senta
“alla loro altezza”, ma perché avrebbe voluto
conoscerle, incontrarle in cortile, scambiare
con loro le bambole e i consigli.
Questo è dunque il racconto di formazione
di una giovane scrittrice che prende forma
grazie all’incontro con sei compagne di viaggio
diversissime, tenaci, spigolose, piene di talento:
Elsa la bambina scalmanata, Paola l’adolescente
piena di lustrini, Maria sempre infilata in
qualche archivio, Natalia l’editor impeccabile,
Laudomia e il suo romanzo mai pubblicato,
Livia e la sua eredità in sette scatoloni.
Giulia Caminito le riporta in vita con tenerezza,
scrutandole nelle loro paure e nei loro ardimenti,
le interpella come si fa con amiche adorate
e un po’ misteriose, e al tempo stesso prova
a restituire loro ciò di cui un mondo editoriale
maschilista e un pubblico distratto le hanno
private: il tempo – per dirla con Maria Bellonci,
protagonista del capitolo che arricchisce questa
nuova edizione di Amatissime – per scrivere
“tutti i libri che si erano raccontate”, la piena
considerazione, la libertà di non compiacere
le attese.
Nel primo dei capitoli che compongono questo
libro la voce narrante rievoca una scena de
L’amica geniale di Elena Ferrante: quando Lila
e Lenù “si incontrano in cortile, ognuna con la
sua bambola, e fingono di non giocare tra loro,
si sistemano vicine, si occhieggiano, ma ognuna
narra la propria storia, mentendo nel dire a sé
stessa che non sta ascoltando quella dell’altra”.
Non dissimile è la postura che Giulia Caminito
sceglie per accostarsi alle grandi scrittrici
del Novecento che sono per lei le più amate:
a ciascuna si fa vicina, si mette in ascolto
e infine si rivolge alla pari, non perché si senta
“alla loro altezza”, ma perché avrebbe voluto
conoscerle, incontrarle in cortile, scambiare
con loro le bambole e i consigli.
Questo è dunque il racconto di formazione
di una giovane scrittrice che prende forma
grazie all’incontro con sei compagne di viaggio
diversissime, tenaci, spigolose, piene di talento:
Elsa la bambina scalmanata, Paola l’adolescente
piena di lustrini, Maria sempre infilata in
qualche archivio, Natalia l’editor impeccabile,
Laudomia e il suo romanzo mai pubblicato,
Livia e la sua eredità in sette scatoloni.
Giulia Caminito le riporta in vita con tenerezza,
scrutandole nelle loro paure e nei loro ardimenti,
le interpella come si fa con amiche adorate
e un po’ misteriose, e al tempo stesso prova
a restituire loro ciò di cui un mondo editoriale
maschilista e un pubblico distratto le hanno
private: il tempo – per dirla con Maria Bellonci,
protagonista del capitolo che arricchisce questa
nuova edizione di Amatissime – per scrivere
“tutti i libri che si erano raccontate”, la piena
considerazione, la libertà di non compiacere
le attese.