Giunti Editore

— Bompiani al cinema

La magia del cinema

Secondo Vasilij Kandinskij il fine ultimo dell’arte è far vibrare l’anima. Chi compone, non importa con quale strumento, suono, colore o parola, vuole lasciare un segno negli altri, suscitare ricordi o emozioni. Non è certo che l’artista russo fosse affetto da sinestesia, ma nelle sue opere musica e pittura si fondono con assoluta naturalezza, forse per loro natura.

In questo senso il cinema è la summa delle arti, quando le luci si spengono e immagini, dialoghi, melodie ci avvolgono e ci trasportano altrove, nel tempo e nello spazio.

Certo occorre abbandonarsi e cadere, come Alice nel Paese delle meraviglie, o come in The Fall di Tarsem Singh, che racconta di uno stuntman, Roy Walker, ricoverato in ospedale a Los Angeles in seguito a un grave incidente sul set del film cui sta lavorando. Ha le gambe paralizzate e il cuore in pezzi poiché la sua amata non gli è accanto ma ha scelto di sposare il protagonista del film.

Improvvisa come un raggio di sole arriva Alexandria, una piccola paziente che ama le storie di Roy, il modo in cui le racconta, e ogni giorno torna per ascoltarlo. Come Shéhérazade l’uomo usa i propri racconti per tenere legata a sé la bambina, vuole che gli faccia da gambe e da braccia, perché al contrario della principessa persiana non vuole salvarsi la vita ma porvi fine. Il finale però è ancora tutto da scrivere, i ruoli si scombinano e la trama fa una capriola.

Quello di Tarsem Singh è un viaggio onirico, surreale, con inquadrature bilanciate alla perfezione, colori brillanti, contrasti netti di luci e ombre, e chi osserva finisce per voler diventare uno stuntman, un bandito, una bambina, un guerriero indiano e una principessa. La forma è esaltata e cesellata fotogramma per fotogramma senza tralasciare la sostanza, quella di una bella storia. La magia del cinema, insomma. Sinestesia pura.

Il rapporto tra Bompiani e il cinema è lungo e appassionato: si spazia dai romanzi che hanno ispirato celebri trasposizioni cinematografiche – Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Tolkien, Shining di Stephen King, ma anche classici come Cime Tempestose e Orgoglio e pregiudizio – a saggi divenuti ormai punti di riferimento – L’alieno e il pipistrello di Gianni Canova e L’occhio del Novecento di Francesco Casetti –, senza dimenticare le biografie di quelle creature stellari ma umanissime che sono gli attori – Tutto su Mariangela di Michele Sancisi e Anna Magnani di Matilde Hockhofler e Luca Magnani, tra gli altri – e le sceneggiature, come quelle di Bastardi senza gloria e Django Unchained di Quentin Tarantino. Non resta che scegliere e abbandonarsi.