Giunti Editore

— In copertina

Le forme dell'acqua

“AMA è un film muto.” Così Julie Gautier, regista e interprete, descrive questo splendido corto realizzato per la Festa della donna 2018: “una denuncia vestita di grazia” in cui la ballerina e campionessa di apnea si cala nel proprio elemento naturale per dare visibilità a realtà troppo spesso celate e silenziose. Nei lavori di Gautier, tutti subacquei, il corpo si spoglia di peso, è senza corazza, fragile e bellissimo, e si abbandona a una musica. Le figure umane si muovono nell’acqua come non fosse elemento: non la vediamo, ma vediamo come plasma linee e forme dando a tutto un aspetto nuovo.

Acqua salvifica e crudele insieme come nei romanzi di Christophe Ono-dit-Biot: Immersione, che nell’edizione italiana in copertina ha proprio Julie Gautier, e Credere al meraviglioso. Nel primo un uomo affronta la perdita dell’amore della sua vita nelle acque del Mar Arabico, mentre nel secondo quello stesso uomo si misura col dolore e si (ri)scopre padre. A unire tutto, fluida, è proprio l’acqua, dall’Île de France al Mediterraneo fino al Mare interno del Giappone, a scandire tempo e spazio in istanti che cadono come gocce, come lacrime, come battiti di un unico cuore.